Una storiella al mese
novembre

Fiumi di lacrime

 

Sono lì che chiacchiero con un Eufrate

quando sento un bambino che Gange.

Gli vado Ticino Ticino

per Tevere che cosa è successo.

 

Non è stato l’agguato di una Tigri

non gli fa male la pancia per via del Nilo di ciliegie che ha mangiato

non è caduto dalla bici per una brusca sterzata del Danubio

non è stato spaventato da una donna uscita fuori di Senna

non è nemmeno dispiaciuto per il fatto che oggi Piave e non c’è il sole.

 

“Ma allora, benedetto ragazzo, io non Oglio dire che piangi in Arno,

ma Adda che se non parli io non posso sapere che cos’hai. E soprattutto non ti posso aiutare.”

 

“Lei è un vero Orinoco, caro signore,

Mississipi tra i piedi e non se ne va più via.

Io provo a recitare con tutto il mio impegno

ma lei è Angara qui, perché non Senegal!”

 

“Recitare?” gli domando io, che significa “provo a recitare con tutto il mio impegno”?

“Significa che il mio pianto, caro signore, non era sorgente dall’animo: era un pianto da attore. Si Volga indietro” aggiunge  “e capirà tutto.”

Mi giro e proprio in quel momento vedo arrivare un tizio molto Serio, arrabbiato nero.

“Chi è quell’Adige che ha rovinato la mia scena madre?” urla in modo sgangherato uscendo dagli argini “non vedo Loira di mettergli le mani Hudson…  ora dovrò fare un Tagliamento alla pellicola!”

“Sono stato proprio Tronto” penso “come ho fatto a non vedere quel Po Po di cineprese, di luci e telecamere? Qui stanno girando un film d’azione.”

Ora noto anche che – diretti verso di me - stanno arrivando un mucchio di attori affluenti da ogni dove.  Hanno l’aria aggressiva non vengono Tamigi.

“Vada via alla Delta” mi dice una gentile signora che passa di lì per caso “quelli la vogliono fare Rio Negro.”

Rio Estuario di sasso. Non ho più verbo in bocca. Non ho più foce.

Eppure devo trovare una soluzione. Devo mettermi in salvo, ma Indo posso andare?

Potrei andare in quella chiesa e chiedere asilo al Don.

Oppure potei buttarmi in un fiume ma con questa storia li ho finiti tutti e non ne conosco altri.

Allora sai che faccio?

Mi infilo in quel bar e cerco di calmare gli attori inferociti offrendo loro da bere.

Funziona. I più hanno sete e le bibite scorrono bene giù nella Garonna.

Alcuni sono ancora arrabbiati, ma con un po’ di pazienza e Rio Dulce  riesco a farmeli amici.

La giornata - che era iniziata con un fiume di lacrime - è finita in un fiume di birra.

 

claudio comini © RIPRODUZIONE RISERVATA

Puoi trovare tutte le storielle dei mesi scorsi pubblicate nel libro: Quaderno di un ripetente, Edizioni San Paolo, 2013.