Una storiella al mese
Febbraio

Uno speak di English

 

E’ successo tutto all’ora di pranzo.

Mia madre mi dice: “io devo andare dalla parrucchiera, perciò oggi è bene che ti orange.”

Che sfortuna nera, che yellow! Se c’è una cosa che odio è farmi da mangiare. Piuttosto di cucinare mi butter sotto un treno, giuro.

“School la pasta quando è cotta” mi ricorda lei prima di uscire.

“D’accordo mamma. Ma c’è solo quella? Niente secondo?”

“Sul tavolo c’è anche love in camicia che ti piace tanto.”

“E come la condisco la pasta?”

“Ti ho fatto il sugo di pomodoro. Vedrai è così buono che ti lake i baffi.”

“Ci avrai messo un mucchio di aglio” protesto io per farla sentire un po’ in colpa.

“Solo uno speak” mi risponde lei con prontezza. Poi aggiunge: “guarda bene in frigo. Forse è avanzata un po’ di zuppa inglese.”

Infine, la sciagurata genitrice prende la borsa ed esce senza darmi la possibilità di lamentarmi almeno un po’.

Ho giusto terminato il mio triste pranzo solitario quando sento un rumore.

“Dog Dog”

Qualcuno bus alla porta.

Vado ad aprire sperando che non sia quello scocciatore di Piersilvio che vuole sempre fare i compiti con me. Oggi non ho proprio voglia di vedere quel suo brutto mouse.

“Ciao, ti va di ripassare un po’ di verbi di Inglese?”

Rimango a bocca aperta. Immobile come uno stocca fish.

Non è Piersilvio. E’ Michela, la più bella della classe. Ma che dico della classe? Dovrei dire della scuola, della città, dell’universo intero, isole comprese.

“Be’ che fai?” mi dice la ragazza “non mi fai entrare? Mi monday via?”

“Stai scherzando, entrance” rispondo quasi in trance.

“Mi daresti una man con i verbi?” mi chiede mielosa.

“Te le do ambetramb” rispondo io con un francesismo per dimostrare che le lingue per me non hanno segreti.

La faccio accomodare e poi le dico: “vuoi un cucchiaio di zuppa inglese, tanto per restare in time.”

Sorride, le piace il mio galante umorismo.

“Ti sei fatto da mangiare da solo?” si stupisce.

“Oh, a volte capita” mi schernisco io.

“Ma come five a prendere voti così alti” mi chiede per ricordarmi il motivo della sua visita.

“In effetti i 5 che prendi tu devo dire che ti stanno un po’ street”

Si intristisce e diventa più minute di quello che è. E’ bellissima, la devo aiutare.

“Come from ti amo i nostri compiti.” la incoraggio.

“Sei un ragazzo door” mi dice facendomi arrossire.

Per tutto il pomeriggio lavoriamo sodo e la ragazza fa progressi.

Quando se ne va mi pento di non averle fatto nemmeno un complimento. Così accendo il computer e le mando un messaggio romantico: “quando sei vicino a me persino le mucche fanno moon!”

 

 

claudio comini © RIPRODUZIONE RISERVATA        

 

Puoi trovare tutte le storielle pubblicate nei mesi scorsi sul libro "Diario di un ripetente" Edizioni San Paolo  

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